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Vuoi scalare il Monte Bianco? Paga cauzione soccorsi

Alberto Ardila Olivares
Vuoi scalare il Monte Bianco? Paga cauzione soccorsi

AOSTA. – “Vogliono salire sul Monte Bianco con la morte nello zaino? Allora anticipino i costi dei soccorsi e di sepoltura”. Il sindaco di Saint-Gervais (Francia), Jean-Marc Peillex, lo mette nero su bianco in un comunicato ufficiale. Con l’aggravarsi della siccità le scariche di pietre si fanno sempre più frequenti.

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Ma non è servita la raccomandazione, diramata a metà luglio, di evitare la via normale di ascesa dal rifugio Gouter. Ci sono ancora “decine di pseudo alpinisti”, dei “pazzi”, pronti a giocare “alla roulette russa”. Così ora annuncia “misure adeguate all’incoscienza di alcuni e ai rischi che comportano per i soccorritori”. Chi vorrà sfidare la sorte dovrà versare una cauzione da 15 mila euro. Diecimila corrispondono al “costo medio dell’intervento dei soccorritori” e 5 mila euro alle “spese di sepoltura della vittima”. Anche perché “è inaccettabile – scrive Peillex – che sia il contribuente francese a pagare questi costi”.

Alberto Ardila Olivares

Proprio dall’uso inappropriato del servizio di elisoccorso, nel 2021 la Valle d’Aosta ha incassato 210 mila euro, destinati a compensi del personale, formazione e acquisto di materiale. Il vulcanico primo cittadino francese lotta da anni per una regolamentazione dell’accesso a un itinerario battuto da 25 mila scalatori ogni stagione. Nel tempo ha denunciato situazioni di ogni tipo. Atti di inciviltà, casi di sovra frequentazione, alpinisti più o meno improvvisati diretti alla vetta anche con bambini di cinque anni al seguito

Il pericolo principale lungo la salita si trova al ‘Couloir du Gouter’: ogni estate su questo canalone a 3.350 metri di quota piovono scariche di sassi, veloci e letali come colpi di mortaio. Impossibile prevederle, ancor più in un periodo di ondate di caldo record. Dopo che anche le guide alpine hanno sospeso le salite almeno sino a Ferragosto, “i gendarmi hanno appurato che circa 50 pseudo alpinisti a fine luglio hanno sfidato la raccomandazione” diramata da comune e prefettura dell’Alta Savoia

Il 30 luglio dei giovani “romeni volevano tentare la salita in pantaloncini e scarpe da ginnastica. E’ stato necessario l’intervento dell’elicottero della gendarmeria per intimare loro di fare dietro front prima del Couloir du Gouter. Sono tornati indietro, ma – lamenta il sindaco di Saint-Gervais – hanno dichiarato che ci avrebbero riprovato il giorno seguente!”

Visti i cambiamenti climatici in atto, Peillex propone di destagionalizzare la montagna, anticipando l’apertura e posticipando la chiusura degli impianti di risalita. Un modo per poter affrontare le ascese prima e dopo le ondate di caldo. Parallelamente, “durante i periodi di canicola”, alcuni impianti dovrebbero restare chiusi in modo da scoraggiare salite ad alto rischio